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L’estate bussa col caldo feroce,
ma la voglia d’autunno
nel grigio ora velato
in case coi camini arde la brace,
bruma fa da contorno
la pioggia scende col ritmo garbato;
in fondo nel selciato
foglie dorate appaiono ingiallite,
spazzate dal gran vento,
lui soffia ed un lamento
di un bimbo con le dita ormai sbiadite,
le affonda per i muschi
brillanti in mezzo ai boschi.
Ma il sole dell’estate intenso brilla,
siamo a fine settembre,
un nero cormorano
sbucando a mezzo metro dalla riva
s’intona alle ginestre
ancora colorate come il grano;
in cielo un deltaplano
si lancia fra volteggi e piroette;
una coppia di amanti
si osservan da vicino ma distanti
da una realtà crudele, or già le sette,
Il sole va a scemare,
la luna sboccia e brilla fin dal mare.
E le giornate accorciano in autunno,
una malinconia
avvolge cuori tristi e sconsolati,
parole con affanno,
faticano e farfugliano apatia,
uomini disperati
travolti dalla vita or devastati,
rimangon solo libri di magia,
da leggere alla sera
insieme ad il breviaro... una preghiera
che scacci e demolisca l’apatia.
L’autunno passa lesto,
Il freddo e il gelo prendono possesso.
La primavera appare ancor lontana,
si spengon le candele,
Il vento soffia e spazza via le vele.